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15 Ago 2016

La proposta di statuto dell’associazione Amici della Cittadella di Assisi

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S T A T U T O

Titolo I – Denominazione, scopi e attività
Art. 1
E’ costituita l’Associazione denominata “Amici della Cittadella di Assisi”.
L’Associazione ha sede in Assisi, via Ancajani, 3 presso la Pro Civitate Christiana.
La sede dell’Associazione può essere trasferita con delibera dell’Assemblea o, se nella stessa città, con delibera del Consiglio direttivo.
L’Associazione ha durata indeterminata.

Art. 2
L’Associazione “(Cittadella Oltre – Utopia – Odos) Amici della Pro Civitate Christiana” è un’associazione senza scopo di lucro. Eventuali proventi derivanti dalle sue attività non saranno in nessun caso divisi tra i soci neanche in forme indirette.
L’Associazione “Amici della Cittadella di Assisi” si obbliga a reinvestire l’eventuale avanzo di gestione a favore di attività istituzionali statutariamente previste.

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26 Lug 2016

L’impegno per il NO nel referendum costituzionale. Brevissima pausa estiva per poi riprendere alla grande in settembre.

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Difendiamo la Costituzione con il NOPubusa da LandiniCari amici/amiche, compagne e compagni,

con l’iniziativa con Maurizio Landini abbiamo concluso la prima parte della mobilitazione per il NO nel referendum costituzionale. L’iniziativa è perfettamente riuscita sia per la forte partecipazione sia per i contenuti, cui il segretario nazionale della FIOM ha impresso vivacità e immediatezza.
Ad una valutazione sommaria, il nostro Comitato può ben essere soddisfatto dell’attività finora svolta. Siamo partiti tempestivamente ed abbiamo così potuto mettere in campo diverse iniziative di chiarimento del testo Renzi-Boschi-Verdini, tutte di alto livello: da quella dell’ex presidente dell’Associazione Nazionale Costituzionalisti Prof. Federico Sorrentino, a quella della Prof.ssa Silvia Niccolai, passando per la conferenza stampa del 31 maggio, la conferenza di Patrizia Giannotte e Carlo Dore jr., il dibattito promosso dallo stesso Carlo Dore jr. con Chiara Geloni e Alfredo D’Attorre , fino alla recente conferenza di Landini. Nel frattempo abbiamo svolto una presenza nella città coi banchetti per la raccolta delle firme (conclusa con una vivace manifestazione nello slargo di corso Vittorio), che ha consentito di avvicinare e parlare con centinaia di cittadini. Abbiamo inoltre stimolato l’attività nella provincia e nella regione, partecipando, con alcuni nostri componenti, ad attività nella nostra e in altre province.
Purtroppo la nostra attività è stata del tutto oscurata da L’Unione sarda e poco diffusa dai media, questione che alla ripresa dev’essere decisamente affrontata, assumendo le iniziative del caso: incontro con l’Associazione Stampa sarda e coi responsabili dei media locali.

Per settembre abbiamo già in calendario un’apertura autorevole con una conferenza del Presidente Nazionale del nostro Comitato, prof. Alessandro Pace, che sarà con noi l’8 settembre. Sarà poi la volta di Cesare Salvi, cui seguirà una biciclettata per il NO organizzata da Andrea Olla. Ci proponiamo inoltre di riproporre i banchetti come luoghi mobili di informazione e contatto coi cittadini. Se la partecipazione al Comitato lo consentirà puntiamo a presenziare non solo alcune vie cittadine, ma anche alcuni luoghi “strategici” dei nostri quartieri.
Imsomma un programma ricco, che richiede la moltiplicazione dell’impegno e delle presenze.
A tal fine già d’ora proponiamo un incontro del Comitato per il 31 agosto (seguirà conferma qualche giorno prima) in vista dell’iniziativa con Pace e per puntualizzare le attività di settembre.
Ora, buon riposo a tutti, accumulate energie per il rientro!
A nome del Coordinamento del Comitato cordiali saluti a tutte e a tutti.

Andrea Pubusa

28 Giu 2016

Saviano: “In fuga dalle bugie”

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La mia generazione era costretta a spostarsi da sud a nord per studiare e lavorare. Oggi l’unico tentativo possibile per migliorare la vita è andarsene, mentre il nostro governo canta vittorie effimere

di ROBERTO SAVIANO, su La Repubblica online.

Renzo piano le definisce “le città del futuro”, ma le periferie sembrano essere, oggi, gli spazi meno compresi dal governo e, visto il risultato del referendum sulla Brexit, non solo dal nostro.

Non più solo quartieri ai margini della grande città, oggi sono definibili periferia interi paesi che si sviluppano ai margini delle città. Intere province diventano periferia dei capoluoghi, delle metropoli. Questa evoluzione postmoderna rende assai più complesso identificarle, parlarne, comprenderne le dinamiche. “Il governo perde in periferia”: questa è stata l’analisi finale dell’ultimo voto amministrativo in Italia (e non solo dell’ultimo). E si può dire lo stesso valutando i risultati del referendum sulla Brexit, dal momento che a votare Leave sono state soprattutto città e paesi che spesso si considerano decentrati rispetto a quelli che vengono percepiti come centri nevralgici. L’Europa ha perso nelle periferie e le periferie sono di gran lunga più vaste dei centri.

Questo corto circuito è la naturale conseguenza di un errore che i governi spesso commettono senza nemmeno rendersene conto: credere che uno storytelling positivo possa essere di per sé sufficiente al mantenimento del potere e delle posizioni acquisite, quello stesso racconto di sé che ormai viene percepito come menzognero, niente altro è che insopportabile propaganda. Può sembrare strano che in un momento così complesso si stia qui a ragionare di parole e narrazione, ma il gravissimo errore del governo Renzi è stato proprio quello di ignorare le province, di ignorarle al punto tale da non comprendere che proprio da lì sarebbe arrivato il fallimento. Hannah Arendt diceva che la democrazia è il luogo dove è la parola che convince: non è più la lama a costringere o la punizione a obbligare, lo strumento di decisione è la parola. E, in un certo senso, la narrazione di un’Italia che si era ripresa, di miracolosi sforzi che in tempi brevissimi avevano già portato a miglioramenti epocali, ha costituito per le periferie un inganno insopportabile.
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2 Giu 2016

Le ragioni del NO

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CONFSTAMPA 31 5 16 DUE
di Andrea Pubusa del Comitato di Cagliari per il No nel referendum costituzionale. Su Aladinews

La proposta di legge costituzionale dissolve l’identità della Repubblica nata dalla Resistenza. È inaccettabile per il metodo e i contenuti; lo è ancor di più in rapporto alla legge elettorale già approvata. Nel metodo: è costruita per la sopravvivenza di un governo e di una maggioranza privi di qualsiasi legittimazione sostanziale dopo la sentenza con la quale la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità del «Porcellum». Molteplici forzature di prassi e regolamenti hanno determinato in parlamento spaccature insanabili tra le forze politiche, giungendo al voto finale con una maggioranza raccogliticcia e occasionale (vedi il voto di Verdini), che nemmeno esisterebbe senza il premio di maggioranza dichiarato illegittimo.
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27 Mag 2016

Cagliari verso il voto. la parola ai cittadini

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Mercoledì 1° giugno 2016 nella nuova piazza all’imbocco del Corso Vittorio Emanuele* INCONTRO CON I CITTADINI dei candidati consiglieri comunali e del candidato Sindaco Enrico Lobina della Coalizione “Cagliari Città Capitale”. Dalle ore 18 alle ore 20.30.
In chiusura di serata Performance teatrale di Piero Marcialis su Cagliari e La Sarda Rivoluzione.
I candidati saranno intervistati da alcuni operatori culturali (giornalisti, docenti, professionisti) e da qualsiasi cittadino voglia rivolgere loro domande sui problemi della nostra città.

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* per la quale sono proposte diverse intitolazioni: “Martiri di Palabanda”, “Giovanni Maria Angioy”…

25 Mag 2016

Ci battiamo per un’alternativa, per una terza via, lontano dalla destra e da una sinistra fasulla, per fare di Cagliari città capitale, capitale sard

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Piero Marcialis 1ELEZIONI A CAGLIARI
di Piero Marcialis, su aladinews

Le elezioni del prossimo 5 giugno per il rinnovo del Consiglio Comunale di Cagliari, non hanno valore solo amministrativo, hanno valore politico.
Rinnovare Sindaco e Consiglio della prima città della Sardegna ha riflessi consistenti sulla politica italiana.
All’indomani dei risultati sentiremo commentare “ i sardi sono con noi, condividono la nostra politica”.
E il riflesso manderà effetti sul voto del referendum di ottobre e sulla prossima legge elettorale. E’ fatale.
Naturalmente, prima delle elezioni, si fa l’operazione contraria: sono amministrative, non sono politiche.
E questo verrà detto dai furbi che sanno che è falso, ma anche dagli ingenui che credono che il governo di una città sia solo un fatto di buona amministrazione.
I nostri maestri di scienze sociali e di cultura politica ci hanno da tempo insegnato la differenza abissale tra “buona amministrazione” e governo politico.
La buona amministrazione consiste nell’applicare le regole, quelle esistenti, la può fare la sinistra e ugualmente la destra: potrebbe farla un calcolatore elettronico.
Il governo politico consiste nel cambiare le regole, nel distinguere tra quelle giuste e quelle ingiuste, nel decidere per regole più favorevoli alla classe che vuoi rappresentare.
In genere le regole esistenti rappresentano lo statu quo, gli interessi della classe dominante, e limitarsi ad applicarle è sempre una politica di destra, anche se lo fa la sinistra.
Naturalmente c’è un governo politico che opera sulle leggi modificandole in senso maggiormente favorevole alla classe dominante: è la politica di destra e quando la fa un partito che proviene dalla sinistra significa semplicemente che ha cambiato campo, è diventato di destra.
Assistiamo nella attuale sonnolenta campagna elettorale cagliaritana a malinconiche parabole.
Un sindaco uscente, che aveva esordito legato a Vendola, chiude la sua parabola legato a Renzi.
Assistiamo, con tristezza, alla parabola di giovani che erano schierati per la sinistra, per l’ecologia, per la libertà, portare acqua al mulino di un partito che ormai con la sinistra ha poco a che vedere, con l’ecologia sta nel campo opposto, con la libertà ha autoritari sentimenti di odio.
Assistiamo, con sospetto, a militanti del fu comunismo che sventolano la gloriosa bandiera rossa in appoggio a chi di essa ha fatto stracci, a chi odia i partigiani, la Costituzione nata dalla Resistenza, la riscossa del popolo.
Assistiamo, con desolazione, al coalizzarsi di vari partiti sardisti con gente che odia il sardismo, la lingua sarda, Sa Die de sa Sardigna, la patria sarda, ed è complice della occupazione militare, dello scempio ambientale, dei padroni di turno della nostra Isola.
Di fronte a tutto ciò l’allegra baldanza della coalizione di destra che, immemore del suo passato, lancia programmi di risanamento ambientale, di rifare la spiaggia, di liquidare Equitalia, e tante belle cose, a cui si replica solo denunciando il passato, ma non proponendo miglior futuro. Ed è per questo miglior futuro, perchè meglio di prima non ci basta (figuriamoci peggio!), che ha senso battersi per una alternativa, per una terza via, lontano dalla destra e da una sinistra fasulla, per fare di Cagliari città capitale, capitale sarda, non finta metropoli, capoluogo alla stregua di una qualsiasi provincia italiana.

24 Mag 2016

Arregordarì Save the date Prendi nota: la sera di mercoledì primo giugno a Cagliari

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Arregordarì Save the date Prendi nota: la sera di mercoledì primo giugno a Cagliari
Piero Marcialis 1Sa-dì-de-sacciappa-Piero-Marcialis-SDLProponenda piazza Giovanni Maria Angioy (per ora ancora Corso Vittorio Emanuele II) Performance di Piero Marcialis, tratto dalle sue opere teatrali e letterarie.

10 Mag 2016

Piero Marcialis candidato a consigliere comunale di Cagliari per la lista Cagliari Capitale

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Tra i candidati Piero Marcialis. Merita il voto dei cagliaritani!

25 Apr 2016

Giovedì 28 aprile Sa die de Sa Sardigna

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Cari Amici,
vi allego la locandina ed il comunicato per sa die 2016, convinta dell’impegno di tutti per la loro diffusione in vista della partecipazione alle iniziative comunemente promosse.
Un caro abbraccio
NEREIDE RUDAS, presidente
Po ‘sa die de sa Sardigna’ 2016
Sardegnaindustre-filippo-figaripablo-e-amiche sa die
Da vent’anni ritorna la festa nazionale del popolo sardo!
Sa die de sa Sardigna (28 aprile) congiunge la festa della liberazione dalla dittatura nazi-fascista (25 aprile) alla festa del lavoro (1 maggio) che in Sardegna è pure festa del martire testimone della fede cristiana, S. Efisio.
Nel loro svolgersi i Sardi sono chiamati a percorrere le strade delle città e dei paesi portando i segni che richiamano i significati dei propri valori: la libertà da ogni oppressione, l’affermazione della propria identità, la fede in valori metastorici.
Sa die de sa Sardigna, memoria del triennio rivoluzionario (1793- 96) e della cacciata dei Piemontesi il 28 aprile 1794, rappresenta la data d’inizio della Sardegna contemporanea per tre ragioni: la contestazione dell’ancien regime, comune alle rivoluzioni europee della fine del Settecento; la rivolta del popolo e della classe dirigente sarda per la riaffermazione della propria costituzione esprimentesi nel Parlamento stamentario; la volontà di dirigere l’economia, la società, la cultura.

Procurade de moderare, barones, sa tirannia… rappresenta il perenne grido dei diritti storici del Popolo sardo.

Giovedì prossimo, festa nazionale del Popolo sardo, a partire dalle ore 9,00, le associazioni culturali si riuniscono nel Salone del Palazzo Regio in Cagliari, il palazzo del potere conquistato allora dal popolo cagliaritano in rivolta in sa die de ‘acciappa.
Per le ore 11,30 il Comitato invita i cittadini a partecipare alla S. Messa celebrata in duomo dall’arcivescovo mons. Arrigo Miglio
.

I Sardi di oggi vogliono essere i continuatori di quei valori di libertà, uguaglianza e fraternità, nell’impegno per l’affermazione della propria identità, di orgoglio del proprio passato e di coraggioso impegno per il futuro.

Buona festa:
per il 25 aprile, per sa die de sa Sardigna, per il 1° maggio 2016

IL COMITATO PER ‘SA DIE DE SA SARDIGNA’
Manifesto-Sa-Die-2016222

18 Apr 2016

L’Opera Lirica è solo per i ricchi… ed altre sciocchezze del genere.

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Stemma Stampace libro Toniolologo Amigos Opera Santiago CompostelaGianni Loy
presenta

José María Miranda Boto
professore nell’Università di Santiago de Compostela
Segretario dell’Associazione “Amici dell’Opera di Santiago de Compostela”

che intratterrà l’uditorio sul tema:

L’Opera Lirica è solo per i ricchi…
ed altre sciocchezze del genere.

L’evento è programmato per il giorno sabato 23 aprile 2016, alle ore 18.30, nei locali della neo costituita Associazione culturale “STAMPAXI”, in via Azuni n. 46.

L’ingresso è libero Continua con la lettura »

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