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25 Dic 2014

Auguri Auguri Augurios Augurios

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24 Dic 2014

Tanti auguri di Buon Natale e Buone Feste

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Tanti auguri di Buon Natale e Buone Feste! Gli auguri dell’Editore di Aladinpensiero

24 Dic 2014

Racconto di Natale

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Il più bel regalo di Natale
di Raffaele Deidda

Per Efisio era stata davvero una sorpresa. Suo fratello maggiore, che aveva fatto carriera diventando manager di una Società multinazionale, gli aveva fatto un regalo magnifico: un SUV. La sera di Natale, all’uscita dal lavoro, vide un bambino che girava intorno all’autovettura guardandola con ammirazione. Efisio gli si avvicinò e lo salutò con un cordiale “Ciao!” Il bambino domandò: “E’ sua questa macchina?” “Si – rispose Efisio- me l’ha regalata mio fratello per Natale”.

Il bambino sembrava sbigottito: “Vuol dire che gliel’ha regalata suo fratello e che a lei non è costata nulla? Certo che mi piacerebbe…” Efisio credeva di sapere cosa intendesse dire: che gli sarebbe piaciuto avere un fratello così. Quello che però disse il bambino lo lasciò stupefatto: “Mi piacerebbe essere un fratello così”.
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22 Dic 2014

La musica ci consola e forse ci aiuta a salvarci. Buon Natale e Buone Feste!

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13 Dic 2014

ME-TI

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Nasce Me-Ti, circolo politico di Cagliari

A Cagliari, tra i quartieri di S. Michele e Is Mirrionis, in via Mandrolisai 58/60, avrà sede il circolo Me-Ti. L’apertura della sede nasce dall’iniziativa di alcuni compagni e compagne che nei mesi scorsi si sono regolarmente incontrati per condividere e discutere pareri e posizioni politiche con la comune intenzione di costruire uno spazio, anche fisico, in cui questa condivisione potesse avvenire regolarmente, anche con soggetti non facenti parte dell’associazione.

Il nome del circolo-associazione è un richiamo a “Me-Ti, il libro delle svolte” opera di Bertolt Brecht degli anni ’30, di cui il protagonista è appunto Me-Ti: un filosofo e militante che cerca di capire come trasformare le cose. Il principio cardine del libro, che facciamo nostro, è che la storia sia composta di continue piccole e grandi svolte, e che proprio i momenti di rottura (le crisi) siano grandi momenti di opportunità di riscatto.

L’atto costitutivo recita che il circolo “persegue finalità di carattere culturale, di promozione sociale, formativo. […] attuare iniziative volte a rafforzare la consapevolezza dei sardi ed in particolare delle classi subalterne per realizzare obiettivi di diretto protagonismo economico, sociale, politico e culturale”.
Proprio a partire dal riferimento ai subalterni della città in cui viviamo è maturata la scelta di situare la sede tra i quartieri di S. Michele e Is Mirrionis, due rioni in cui il disagio sociale è profondo e cioè dove le iniziative di mutualismo e solidarietà dovrebbero essere più numerose che altrove e dove invece accade il contrario.
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7 Dic 2014

In giro per il quartiere di Is Mirrionis tra le rovine della cultura

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ape-innovativadi Franco Meloni

SP 3 dic 14 i relatoriMercoledì 3 dicembre per me e per gli altri due relatori dell’assemblea su “Riprendiamoci la Scuola Popolare. 40 anni dopo tra storia e futuro” (Marco Mameli e Terenzio Calledda) è stata una giornata interamente dedicata al quartiere di Is Mirrionis.
Dell’assemblea svoltasi di pomeriggio sapete tutto o quasi. Il nostro sito e quello dell’associazione Antonio Gramsci ne hanno dato ampio risalto, riportando anche i collegamenti con altri siti, blog e pagine fb che hanno ripreso l’evento con scritti e servizi fotografici. Ora, invece, vi racconto della mattinata in giro per il quartiere con una giornalista Rai, Chiara Pottini, accompagnata da un cine operatore (di cui non ricordo il nome). - segue - Continua con la lettura »

3 Dic 2014

Gli anni della Sir: l’ultimo intervento pubblico di Riccardo Lai. La fatica della reciprocità nella solidarietà

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MANIFESTO11 ric laiSassari 29/30 Novembre 2014
Dai movimenti degli anni settanta alla Sardegna di oggi.
Ricordando Riccardo Lai

Gli anni della Sir: l’ultimo intervento pubblico di Riccardo Lai (Maggio 1982)

sedia-van-gogh4 Dobbiamo alla cortesia dello storico Sandro Ruju la pubblicazione di quello che, probabilmente, è stato l’ultimo intervento pubblico di Riccardo Lai prima della sua scomparsa . Durante il convegno svoltosi a Sassari il 29 e il 30 Novembre l’intervento di Riccardo è stato più volte citato da S. Ruju nella sua relazione: “ I movimenti di contestazione in Sardegna. La fabbrica come alleato ed i rapporti con il Movimento operaio”
L’intervento di Riccardo è stato svolto nel mese di Maggio del 1982 in occasione del Convegno organizzato dall’Ufficio studi della CGIL di Sassari dal titolo “Gli anni della Sir – Lotte operaie alla petrolchimica di Portotorres del 1962 al 1982” i cui atti sono stati pubblicati a cura Sandro Ruju con prefazione di Vittorio Rieser. (v.t.)

La fatica della reciprocità nella solidarietà. Intervento di Riccardo Lai (militante del movimento degli studenti)

Riccardo LaiL’iniziativa di questa sera è molto importante, anche perché come diceva Sandro Ruju, c’è un tentativo storico di ricostruzione di vicende che molti di noi, molti di voi hanno vissuto con grande intensità e che probabilmente hanno segnato non solo in quelle mattine in cui si partecipava allo sciopero , ma hanno segnato anche come scelta di campo, come scelta di vita. Quindi penso sia anche importante l’ausilio dei documentari questa sera e io a partire dall’ausilio dei documentari voglio porre un elemento di riflessione all’assemblea, ai compagni che stasera hanno svolto le relazioni.

C’è sempre un dato inquietante che emerge da queste manifestazioni: un po’ è stato detto in questi giorni, ma voglio approfondire la riflessione sul rapporto dei lavoratori della città di Sassari. Il rapporto tra i lavoratori e la città è stato inesistente; o meglio, vi è stato un elemento psicologico che ha influito tantissimo, in negativo, nella incapacità di costruire un blocco sociale che, intorno alla SIR, facesse leva per suscitare il problema dello sviluppo. In pratica l’elemento psicologico, quello dell’individuare nei lavoratori della SIR “i privilegiati” ha influito a tal punto che per anni, al di là dei momenti di solidarietà che si registravano allorquando i lavoratori cittadini avevano delle proprie vertenze, in realtà non si riusciva ad andare; vi era odio, vi era un atteggiamento di netta contrapposizione. Questo atteggiamento, diciamo, ha influito tanto che, quando nel ’77-’78 si tentava, con le vertenze nei Comprensori, con le vertenze nelle zone, di costruire piattaforme unitarie, al di là di una richiesta di solidarietà, di aiuto che qualche volta era anche una richiesta di aiuto materiale nella partecipazione ai blocchi stradali, nel portare le cibarie ai lavoratori della GE.CO. in piazza d’ Italia o nella richiesta di quattrini, in realtà non si è mai riusciti ad andare. Ora mi chiedo se questo elemento, che ha creato una grossissima lacerazione, effettivamente non sia dovuto anche al fatto che il movimento sindacale e i partiti della sinistra hanno usato un concetto di egemonia operaia molto distorto, intendendo l’egemonia operaia come capacità della classe operaia di avere, semplicemente, alleati; di avere esclusivamente alleati da poter utilizzare in varie occasioni, ma che non creassero in realtà un blocco. Ecco, perché creare un blocco, perché è importante che si creasse un rapporto tra classe operaia e altri soggetti sociali? E quali erano i tentativi che venivano fatti in quel periodo? I tentativi venivano fatti, sopratutto, mi ricordo come Lega dei disoccupati, dall’ FLM con cui si avevano continui scambi. Il tentativo era questo, in pratica, di istituire un rapporto che tenesse conto degli obiettivi, delle esigenze degli uni e degli altri. In questo convegno si è parlato pochissimo della qualità della vita, insomma, quando l’operaio rivendica una diversa collocazione all’interno del processo produttivo, evidentemente sta dicendo che non solo vuole una fabbrica che funzioni meglio, che non solo ha bisogno di maggiore democrazia, che ha bisogno di contare di più, ma sostanzialmente ha bisogno anche di una qualità della vita che faccia in modo di unire il tempo di lavoro e il tempo di non lavoro. Ecco, evidentemente questi problemi hanno creato degli squilibri notevoli e allora all’intervento puttanesco di chi mi ha preceduto è da ribadire che, semplicemente, gli studenti sono stati a Sassari l’unica categoria sociale che costantemente si è mobilitata a fianco della classe operaia. Sfido chiunque a dirmi qual’è stata con altrettanto impegno la categoria e la classe sociale che ha manifestato il proprio apporto …(interruzioni).
Come? I bancari? Forse! In realtà non è che bisogna istituire odi di categoria, perché anche fra i bancari ci sono state avanguardie coraggiose che hanno condotto delle lotte. Purtroppo qui abbiamo sentito la retroguardia dei bancari, della categoria. Comunque il problema è questo: effettivamente c’è stato un uso distorto del concetto di egemonia da parte della Sinistra e del Movimento sindacale, sia allora come oggi. In epoca di crisi si può utilizzare il problema della SIR, il problema della disoccupazione in Sardegna, nella nostra zona, per istituire delle piattaforme zonali di sviluppo che permettano di coinvolgere anche altri strati sociali, perché è vero questo che oggi il problema della disoccupazione riguarda tutti, ma è altrettanto vero che chi è in fabbrica in Sardegna in qualche modo continua a essere privilegiato, anche se le ultime certezze dei più stupidi dei chimici, insomma, vacillano continuamente … se si può usare questa espressione …
Ecco, il problema, semplicemente, è questo e vorrei su ciò una risposta dai relatori: in che modo è possibile tentare di costruire oggi qualcosa di diverso per la nostra zona, per il territorio, che però vada al di là della fabbrica e non richieda semplicemente solidarietà a singoli episodi di lotta.

28 Nov 2014

DAI MOVIMENTI DEGLI ANNI ’70 ALLA SARDEGNA DI OGGI, ricordando Riccardo Lai

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MANIFESTO11 ric lai Convegno a Sassari, il 29 Novembre ore 16,00: i movimenti tra ieri e oggi e il 30 novembre 2014: ore 9,30 Movimenti, Sindacati e politica.
DAI MOVIMENTI DEGLI ANNI ’70 ALLA SARDEGNA DI OGGI, ricordando Riccardo Lai.
Aula magna del Dipartimento di Chimica e Farmacia, Università di Sassari, via Vienna.
sedia-van-gogh4 di Vanni Tola
L’iniziativa, promossa congiuntamente dalla Legacoop e dalla Fondazione Sardinia ha lo scopo di promuovere la conoscenza ed il dibattito tra i cittadini di Sassari e della Regione su un periodo di svolta nella storia internazionale, portatore di riflessi profondi nel contesto peninsulare e regionale, che, seppur trattato in alcune ricerche, necessita ancora di indagini ed approfondimenti per la sua estrema problematicità. I lavori sono dedicati alla memoria di Riccardo Lai, un giovane sassarese studente e lavoratore, prematuramente scomparso all’inizio degli anni Ottanta. Protagonista molto conosciuto, in città e non solo, del movimento giovanile, vi si era distinto fin da giovanissimo per il suo sincero e generoso impegno civile e politico. L’iniziativa si propone di analizzare l’incidenza sulla società sarda dei movimenti degli anni Settanta – operaio, giovanile, femminista – e di centrare l’attenzione, tra gli altri, sul problema del lavoro giovanile, così come allora, nella incipiente crisi della deindustrializzazione, andava sviluppandosi in Sardegna, ponendo le radici della drammatica situazione attuale.
Tematiche del Convegno in sintesi saranno:
1) I movimenti degli anni Settanta, con particolare riferimento a quello operaio, studentesco, delle donne. Aspettative e punti critici.
2) La Sardegna nella bufera economico-sociale della deindustrializzazione. Le ripercussioni sulla società sarda e nel territorio di Sassari, Alghero, Porto Torres.
3) Specificità dei movimenti sardi. I giovani ed il lavoro che non c’è: l’esperienza delle cooperative L. 285 per l’occupazione giovanile.
4) Fare Memoria, tra reticenze, rimozioni e problematicità.
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25 Nov 2014

Salva la data: mercoledì 3 dicembre “Riprendiamoci la Scuola Popolare di Is Mirrionis. 40 dopo tra storia e futuro

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sp is mirrionis  3 dic 14

25 Nov 2014

Martedì 25 novembre 2014 Sciopero e Manifestazione dei metalmeccanici sardi

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