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28 Nov 2014

DAI MOVIMENTI DEGLI ANNI ’70 ALLA SARDEGNA DI OGGI, ricordando Riccardo Lai

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MANIFESTO11 ric lai Convegno a Sassari, il 29 Novembre ore 16,00: i movimenti tra ieri e oggi e il 30 novembre 2014: ore 9,30 Movimenti, Sindacati e politica.
DAI MOVIMENTI DEGLI ANNI ’70 ALLA SARDEGNA DI OGGI, ricordando Riccardo Lai.
Aula magna del Dipartimento di Chimica e Farmacia, Università di Sassari, via Vienna.
sedia-van-gogh4 di Vanni Tola
L’iniziativa, promossa congiuntamente dalla Legacoop e dalla Fondazione Sardinia ha lo scopo di promuovere la conoscenza ed il dibattito tra i cittadini di Sassari e della Regione su un periodo di svolta nella storia internazionale, portatore di riflessi profondi nel contesto peninsulare e regionale, che, seppur trattato in alcune ricerche, necessita ancora di indagini ed approfondimenti per la sua estrema problematicità. I lavori sono dedicati alla memoria di Riccardo Lai, un giovane sassarese studente e lavoratore, prematuramente scomparso all’inizio degli anni Ottanta. Protagonista molto conosciuto, in città e non solo, del movimento giovanile, vi si era distinto fin da giovanissimo per il suo sincero e generoso impegno civile e politico. L’iniziativa si propone di analizzare l’incidenza sulla società sarda dei movimenti degli anni Settanta – operaio, giovanile, femminista – e di centrare l’attenzione, tra gli altri, sul problema del lavoro giovanile, così come allora, nella incipiente crisi della deindustrializzazione, andava sviluppandosi in Sardegna, ponendo le radici della drammatica situazione attuale.
Tematiche del Convegno in sintesi saranno:
1) I movimenti degli anni Settanta, con particolare riferimento a quello operaio, studentesco, delle donne. Aspettative e punti critici.
2) La Sardegna nella bufera economico-sociale della deindustrializzazione. Le ripercussioni sulla società sarda e nel territorio di Sassari, Alghero, Porto Torres.
3) Specificità dei movimenti sardi. I giovani ed il lavoro che non c’è: l’esperienza delle cooperative L. 285 per l’occupazione giovanile.
4) Fare Memoria, tra reticenze, rimozioni e problematicità.
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25 Nov 2014

Salva la data: mercoledì 3 dicembre “Riprendiamoci la Scuola Popolare di Is Mirrionis. 40 dopo tra storia e futuro

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25 Nov 2014

Martedì 25 novembre 2014 Sciopero e Manifestazione dei metalmeccanici sardi

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19 Nov 2014

PAZZA IDEA, TALENTO CREATIVO: da venerdì 28 a domenica 30 novembre 2014

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PAZZA IDEA. TALENTO CREATIVO
da venerdì 28 a domenica 30 novembre 2014
Centro Comunale d’Arte e Cultura Il Ghetto, via Santa Croce 18, Cagliari
ingresso libero per incontri, lectio e workshop
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Talento e creatività per generare bellezza, cambiamento, innovazione e mettere in circolo nuove idee: questo il filo che segue Pazza idea. Talento creativo alla sua seconda edizione, per continuare un viaggio di ricerca ed emozioni su narrazioni, nuovi linguaggi, cultura digitale. Più che un festival un format trasversale sulla creatività, che si articola con workshop applicativi dedicati soprattutto a giovani e giovanissimi, lectio, incontri, dibattiti, anti-reading, film, e molte contaminazioni.
Tanti percorsi tematici si sviluppano e si intrecciano in Pazza idea. Talento creativo: punto di partenza è sempre la letteratura, e da qui il passo è breve per scoprire come praticare le vie dello storytelling, delle narrazioni per immagini, fino a iniziare a giocare con l’idea stessa di scrittura. Attraverso riflessioni e confronti a più voci, che saranno occasione per excursus su casi ed esempi pratici, si percorreranno le vie dei new media, della grammatica della creatività, per analizzare e discutere nuove modalità della comunicazione. Nell’ottica applicativa che attraversa le 3 giornate di appuntamenti, non poteva mancare una discussione sulle imprese culturali creative. Il talento rimarrà al centro constante del dibattito, con un focus sul ruolo di innovatrici che alcune donne italiane si sono ritagliate nei nuovi scenari tecnologici. Due momenti di riflessione saranno dedicati alla forza della creatività: quella sovversiva nei confronti del potere, e quella di generatrice assoluta da cui tutto nasce. La chiusura di domenica è alla maniera di Pazza idea: si parte da un’anti-presentazione, per passare ad un momento giocoso tra scrittura e fumetto di cui il pubblico è il vero protagonista, e chiudere parlando di uno scrittore attraverso cinema e musica. Perché la creatività è sovvertimento e innovazione delle regole, intuizione e consapevolezza, estro ed esercizio, bellezza e praticità, dialogo che si rinnova ad ogni segno comunicativo.

Pazza idea. Talento creativo sarà in diretta streaming da www.pazzaidea.org

Facebook www.facebook.com/lunapazzaidea e www.facebook.com/lunapazzaidea

Twitter @Luna_scarlatta, #pazzaidea14

GLI OSPITI:
Sergio Benoni, Giuseppe Culicchia, Gino Castaldo, Luigi Dal Cin, Luca De Biase, Gianmarco Diana, Nicola Fioravanti, Massimo Giacon, Paolo Iabichino, IED, Marisandra Lizzi, Federica Mafucci, Giacomo Marramao, Maria Grazia Mattei, Gianluigi Ricuperati, Emanuele Sana, Tiziano Scarpa, Marta Serafini, Barbara Sgarzi, Alice Soru, Cristina Tagliabue Sivieri, Annamaria Testa.

Pazza idea. Talento creativo è un progetto dell’associazione Luna Scarlatta.

La rassegna è sostenuta da Regione Autonoma della Sardegna e Comune di Cagliari. Si avvale del sostegno della fondazione ed Ente Morale Luca Raggio, IBM e Athena s.r.l., Sardex , Banca Sella, l’associazione Imago Mundi e si tiene all’insegna della collaborazione con altri eventi culturali: il festival di musica per cinema Creuza de Mà, che si occupa di musica per cinema e il format milanese dedicato alla cultura digitale Meet the Media Guru e altre realtà quali lo IED di Cagliari, il consorzio Camù, Cagliari Social Radio, Vini Pala, la libreria Miele Amaro, e con il patrocinio di Confindustria Sardegna Meridionale

Media partner sono Tiscali con Streamago e Radio X.

Per maggiori informazioni:

www.pazzaidea.org

www.lunascarlatta.it

lunascarlatta11@gmail.com

per prenotazione ai workshop Ottavia@lunascarlatta.it

COMUNICATO STAMPA di LUNASCARLATTA

10 Nov 2014

Un progetto di studio e lavoro

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SANT ELIARILEGGERE LE LOTTE SOCIALI URBANE DEGLI ANNI 70 PER COGLIERNE UTILI INSEGNAMENTI PER L’OGGI. PARTIAMO DALL’ESPERIENZA DEL COMITATO DI QUARTIERE DI SANT’ELIA E DELLA SCUOLA POPOLARE DEI LAVORATORI DI IS MIRRIONIS.
ape-innovativadi Franco Meloni, direttore di Aladinews

Come prolungamento positivo del ’68 studentesco e del ’69 operaio, negli anni Settanta si svilupparono in Italia grandi e diffuse lotte popolari per rivendicare migliori condizioni di vita ed estendere a tutti i cittadini i diritti previsti dalla Costituzione repubblicana, troppo spesso fino allora rimasti lettera morta. Così rammentiamo le lotte per il diritto al lavoro, per il diritto allo studio, per i diritti civili… che produssero importanti risultati (lo statuto dei lavoratori, le 150 ore, la legge sul divorzio, tanto per citarne qualcuno).
Nel medesimo scenario un ruolo di rilievo hanno avuto anche le lotte per il diritto alla casa e per la qualità della vita nelle città, particolarmente legate alla salvaguardia dell’ambiente e connotate dalla partecipazione popolare che rivendicava riforme legislative e la disponibilità di adeguati spazi di democrazia.
A Cagliari queste lotte sociali si sono espresse in misura rilevante sia nella quantità sia nella qualità. Sarebbe importante farne la storia, in aggiunta e approfondimento di quanto già si è fatto (1). E che non basta. C’è da scrivere la storia dei Comitati di quartiere, in larga parte protagonisti di quelle lotte: di Is Mirrionis (a partire dal 1971), di Stampace alto (dal 1972), di Marina (dal 1975), di Fonsarda (dal 1974), nonché del “Coordinamento dei Comitati e Circoli di Quartiere”, così come di altri organismi di base.
Per contribuire a svolgere questo compito si è recentemente candidato il Circolo culturale Antonio Gramsci, che ha cominciato a raccogliere documentazione sui movimenti, partendo dalla ricostruzione dell’esperienza della Scuola Popolare dei Lavoratori, promotrice del Comitato del quartiere di Is Mirrionis
Si vuole indagare sulle vicende di quei movimenti non solo per legittima curiosità o suggestivi amarcord per coloro che le hanno vissute direttamente, ma, soprattutto, al fine di coglierne aspetti positivi e anche limiti per quanto possono insegnarci oggi nei percorsi di democrazia partecipativa. Nel presente intervento ci riferiamo, a mo’ di esempio, solo a due movimenti, dei quartieri di Sant’Elia e di Is Mirrionis. - SEGUE - Continua con la lettura »

8 Nov 2014

In restauro il Castello di San Michele

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Durante i 180 giorni previsti per il completamento della manutenzione il Castello resterà chiuso al pubblico
Cagliari – Castello San Michele (dal sito del Comune di Cagliari).

Cagliari – Castello San Michele
Documenti Allegati: Nota tecnica Castello di San Michele e fotografie.
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Sono iniziati i lavori di manutenzione straordinaria del Castello San Michele, per un importo complessivo di €. 300.000 sul bilancio comunale, lavori che si concluderanno nella prossima primavera (180 giorni previsti).
Il monumento, edificato nel 1325 da Berengario Carroz, dopo il restauro condotto tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90 fu adibito a sede museale.
Attualmente l’intervento straordinario di manutenzione si rende necessario per risolvere i problemi di umidità.
Per eliminare gli effetti negativi delle infiltrazioni, la copertura sarà smontata e sostituita, e verrà effettuata la pulizia e il trattamento anti ruggine della struttura metallica di sostegno; saranno inoltre sostituiti gronde, pluviali e scossaline. Nella copertura della torre sud est, sarà demolito il massetto e realizzata una protezione impermeabile in coccio pesto. Prospetti e creste saranno ripuliti dalla vegetazione infestante, e le creste saranno impermeabilizzate con coccio pesto.
Il castello naturalmente resterà chiuso alle visite per tutta la durata dei lavori
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“Giù le mani dal Colle San Michele”
L’Unione Sarda, 08 novembre 2014
A proposito del colle San Michele

Su L’Unione Sarda ho letto con una certa apprensione la lettera di Pierpaolo Sotgiu “Il degrado del colle di San Michele”. Mi soffermo brevemente su quanto appreso e torno indietro nel tempo. Anni 70-80 e oltre, è in piena funzione e frequentatissima la scuola media di via Meilogu, poi denominata Ciusa: gli insegnanti e gli alunni di quegli anni si battono per la salvaguardia del colle, un polmone verde in un quartiere affollato che viene coinvolto e partecipa attivamente. Gli alunni di alcune classi, in particolare i corsi B ed E, censiscono tutte le piante del colle, Nicola Dessì col suo gruppo conta tutti i pini. Sul colle viene rimarcata la presenza, forse unica stazione in Italia, di una pianta, la Satureja thymbra i cui semi, vitalissimi, molto tempo dopo saranno prelevati e fatti germinare presso i laboratori dell’Università di Cagliari e del giardino botanico di Valencia. Si instaurano mostre dove vengono messe in evidenza anche le zone di Tuvixeddu, seguono dibattiti, e conferenze. In quegli anni sorse il Comitato per la salvaguardia del “Colle San Michele” con a vessillo la scritta “Giù le mani dal Colle San Michele” cui aderirono Italia nostra, Ist. Naz. di urbanistica, Parrocchia M. Kolbe, le circoscrizioni e i circoli di quartiere, il Gruppo speleoarcheologico Spano, sindacati, federazioni e consigli di fabbrica. Mi auguro che quanto fatto in seguito: restauro del castello, allestimento di varie strutture, riassetto del verde e creazione di un parco urbano, non venga dimenticato o trascurato e che l’attuale chiusura sia dovuta solo a lavori di ripristino.
Maria Pia Grasso

31 Ott 2014

Eva Mameli Calvino: convegno a Cagliari giovedì 6 e venerdì 7 novembre

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La figura di Eva Mameli Calvino, botanica di statura internazionale, sassarese, creatrice dell’orto botanico di Cagliari, madre di Italo e Floriano Calvino (scrittore il primo, geologo il secondo) verrà ricordata giovedì 6 e venerdì 7 novembre in un convegno a Cagliari organizzato dall’università e dal Cid (Centro di iniziativa democratica). Questo il programma.
Programma
GIOVEDÌ 6 novembre, ore 16, Aula magna del rettorato, via Università, 40
Pietro Maurandi (Presidente Cid)
Saluto delle autorità
Paola Govoni (Università di Bologna): Il caso (dei) Mameli Calvino: dal mito alla storia
Eugenia Tognotti (Università di Sassari): Le donne nell’Università italiana tra Ottocento e Novecento. Percorsi, presenze, ruoli
Giancarlo Nonnoi (Università di Cagliari): Ambienti accademici e contesti della prima metà del ‘900
Annalena Cogoni (Università di Cagliari): Eva Mameli Calvino e l’Orto Botanico di Cagliari
Silvia Conti (Università di Cagliari): Donne di scienza nell’Università di Cagliari nei primi decenni del XX secolo
ORE 20
Centro Culturale d’Arte e Cultura “Il Ghetto” Sala delle mura Via Santa Croce, 18 – Cagliari
Eva Mameli Calvino Il baule dei ricordi, adattamento e regia di Marco Parodi con Elena Pau

VENERDÌ 7 novembre, ore 9 Aula Roberto Coroneo, Cittadella dei Musei, Piazza Arsenale
Coordina Giancarlo Nonnoi
Maria Cristina Secci (Università di Cagliari): Dalla Sardegna all’America latina con microscopio e famiglia
Mauro Ballero (Università di Cagliari): L’attività scientifica di Eva Mameli Calvino
Micaela Morelli (Università di Cagliari): Donne e scienza: l’esempio di Eva Mameli Calvino
Loretta Marchi (Direttrice Biblioteca civica di Sanremo): Eva Mameli Calvino a Sanremo attraverso il fondo della Biblioteca Civica di Sanremo
Giacomo Mameli (Direttore Sardinews): Floriano Calvino, speleologo a “Is Angurtidorgius” nel Salto di Quirra
Carlo Arthemalle (Cid): Figure e questioni nella Sardegna del primo ventennio del ‘900
Interventi e discussione
Ore 13.30 Trasferimento e colazione all’Orto botanico dell’università di Cagliari
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- Il convegno dell’anno scorso a Sassari.

21 Ott 2014

Vecchi e giovani (nella vita, nell’amministrazione pubblica, nelle aziende private), all’Università con Bodei e Catani

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(Da UnicaNews) Cagliari, 21 ottobre 2014 –
La facoltà di Scienze economiche, giuridiche e politiche e la facoltà di Studi umanistici organizzano la presentazione di “Generazioni” di Remo Bodei (Laterza) e “Gerontocrazia” di Sandro Catani (Garzanti), due volumi nei quali gli autori – partendo dalle rispettive competenze nel campo dell’insegnamento filosofico e della gestione delle risorse umane – affrontano il tema dell’alternanza delle generazioni, nella vita e nell’organizzazione del lavoro pubblico e privato.
L’iniziativa, cui è stato dato il titolo “Vecchi e giovani (nella vita, nell’amministrazione pubblica, nelle aziende private)”, si svolgerà sabato 25 ottobre con inizio alle 10 nell’Aula Arcari della Facoltà di Scienze economiche, giuridiche e politiche (Viale Sant’Ignazio a Cagliari).
Insieme agli autori interverranno i professori Giuseppe Marci e Vinicio Busacchi della Facoltà di Studi umanistici, mentre il coordinamento dei lavori è affidato alla professoressa Paola Piras, docente di Diritto amministrativo nella Facoltà di Scienze economiche, giuridiche e politiche.

18 Ott 2014

APPUNTI. Dalla sfida perduta un grande stimolo per ripensare Cagliari e il suo ruolo nella Sardegna e in Europa

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A cura di Aladin

Hanno ragione quanti, pur dispiaciuti per la mancata nomina di Cagliari a “Capitale europea della cultura per il 2019″, apprezzano il lavoro che ha condotto l’amministrazione comunale, sindaco Zedda e assessore Puggioni in testa, insieme con molti altri, a ottenere comunque un ottimo risultato (essere tra le sei finaliste) e ritengono che occorra ripartire da qui, intanto per cercare di fare quanto ci si era proposti in caso di vittoria, certo con minori mezzi a disposizione; poi si tratta di migliorare il programma da attuare, correggendo gli errori, modificando impostazioni sbagliate o ricercando altre iniziative. A questo punto occorre avviare (anzi riprendere con più vigore) un grande dibattito che, a nostro parere, non può che muoversi per rispondere a questo interrogativo: “Quale è il ruolo di Cagliari rispetto alla Sardegna e, insieme ad essa, all’Europa?” Questo dibattito non può che svilupparsi nella logica del cambiamento. Cioè: “Come deve cambiare Cagliari per giocare un ruolo in e per una Sardegna che deve cambiare per rispondere agli interessi dei sardi. Noi diciamo che questa Sardegna nuova e possibile non possa che realizzarsi come regione d’Europa, di un’Europa che noi vogliamo evidentemente diversa e che pertanto ci impegniamo a cambiare.
Ecco allora una serie di (pochi) appunti per continuare a riflettere e, speriamo, che le idee, le buone idee, si trasformino almeno in buona parte in opere.
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Appunti
Il ruolo di Cagliari per una possibile nuova Europa*
Cagliari ha in Sardegna un ruolo decisivo, una funzione fondamentale di guida dell’intera regione, di peso paragonabile a quello dell’Istituzione Regione. Come capita a tutte le capitali di questo mondo, per esercitare questa funzione dispone di risorse specifiche, che al di là delle critiche universalmente rivolte a tutte le capitali del mondo, deve congruamente restituire in benefici non solo ai suoi abitanti ma a tutti i cittadini che gliele hanno affidate. Nel caso di Cagliari a tutti i sardi. La Sardegna e i sardi abbiamo bisogno di praticare nuove politiche di sviluppo attraverso la realizzazione di nuovi modelli sociali ed economici. Siamo proprio in questa fase. Al riguardo è richiesto sopratutto a Cagliari – ovviamente insieme alla Regione e agli altri Enti locali, in modo speciale insieme alle altre città della Sardegna e, pertanto, in primo luogo ai Sindaci di queste città – di cimentarsi in una sfida epocale. Ci sono tanti modi per farlo concretamente. Io credo che la stella polare della ricerca di nuove strade sia l’Europa. Certo non si tratta di accontentarsi dell’attuale Europa, peraltro in crisi perchè troppo chiusa nella cura dei mercati e degli interessi dei mercanti, quanto invece di una nuova Europa che dobbiamo costruire: l’Europa dei popoli. In questo ritornando al passato, alle origini, quando, all’indomani della seconda guerra mondiale, i padri fondatori dell’Europa comunitaria misero le basi della cooperazione economica pensando e preconfigurando come un sogno l’integrazione politica europea. Purtroppo tuttora, dopo tanti decenni, l’integrazione dell’Europa attraverso una vera e propria Confederazione di Stati è solo un sogno, e l’integrazione politica è attuata solo in piccola parte, carenza che costituisce la principale causa dei guai attuali dell’Unione Europea.
Allora Cagliari deve essere città sarda e insieme europea, in grado di tracciare nuove strade per se stessa, per la Sardegna e per l’Europa. Un’impostazione di questo tipo, appena qui tratteggiata, ha moltissimi risvolti pratici, concretizzandosi pertanto anche nelle scelte del quotidiano amministrare. In questo quadro, appena delineato, la stesse “opzione indipendentista” (comunque la vogliamo nominare) per la Sardegna può essere praticata con condivisione maggioritaria, non quindi come concezione separatista minoritaria o scelta estremista, proprio in quanto si può sviluppare con piena cittadinanza e dignità nell’ambito europeo, nella costruzione della possibile nuova Europa che abbiamo prospettato.
* Tratto da un editoriale di Aladinews del 12 marzo 2012
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Matera 2019
Tonino Dessì su fb
Diciamoci la verità. Era, quella di Cagliari, un’impresa improvvisata, nella quale pochi cagliaritani sono stati coinvolti e della quale alla più parte dei sardi poco importava. Ora non cominciamo col vittimismo. In un largo immaginario mediatico (e non solo) certi riconoscimenti si conquistano se si è, per storia passata o almeno per vicende recenti, assunti come un simbolo, come qualcosa di emblematico. Piaccia o meno, Matera e i suoi Sassi sono uno degli emblemi del passato dolente del Sud Italia intero e ogni suo progresso un simbolo di un possibile futuro per l’Italia suo insieme. Non possiamo coltivare differenza e alterità senza sapere che si paga un prezzo.
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Nicolò Migheli su fb
Matera ha vinto perché è da anni che lavora per questo risultato. Ha avuto come sponsor Radio 3 con una trasmissione dedicata come Materadio. Ha vinto perché evidentemente aveva il miglior progetto. Cerchiamo di essere un po’ sportivi, non guasta.
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Ferdinando Secchi su fb
A mente fredda, abbiamo partecipato ad una competizione di straordinaria importanza e siamo arrivati ad un passo dalla vittoria. Abbiamo iniziato per ultimi questo percorso mentre Matera ha programmato la sfida nel 2007. Nella prima fase la nostra idea ha battuto cittá di cultura come Aosta, Bergamo, Caserta, Valle di Diano e Cilento con la Campania e il Mezzogiorno, Erice, Grosseto-Maremma, L’Aquila, Mantova, Palermo, Pisa, Reggio Calabria, Siracusa, Taranto-Sudest, Urbino e Venezia-Nordest. “La cosa più importante della sfida vinta da Matera è la straordinaria capacità progettuale d’insieme che hanno messo in campo le 6 città della short list. Il presidente della Commissione Green ieri ha affermato che nessun’altra competizione è mai stata di questo livello qualitativo”. Il ministro dei beni e delle attività culturale e del turismo, Dario Franceschini. Ha dichiarato “Per questo sono importantissime le due norme approvate dal parlamento con decreto Art Bonus. La prima è il programma Europa 2019 che prevede di sostenere la realizzazione del lavoro progettuale anche delle città che non hanno vinto. La seconda è l’introduzione dal 2015 della Capitale Italiana della cultura e sará una opportunità di competizione virtuosa a tutte le città italiane grandi e piccole, in grado di far scattare gli stessi meccanismi positivi e straordinari in termine di progettazione unitaria e creatività che abbiamo visto ora tra le sei città finaliste”. Mi dispiace per le cugurre e i detrattori ad ogni costo, ma Cagliari ha fatto un lavoro stupendo e otterrà lo stesso grandi risultati e poi come dice Francesco Frisco Abate siamo sempre, ogni anno, la Capitale del Piricocco!
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Cagliari2019 continua
Francesca Ghirra su fb
È stata una sfida bella ed emozionante che ci ha restituito la fiducia e la possibilità di sognare. Sappiamo che uniti siamo capaci di grandi cose. Continuiamo a costruire insieme un futuro migliore per noi e la nostra città. Ce lo meritiamo! ‪#‎cicreu‬ ‪#‎Cagliari2019‬
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L'UnioneSarda testata
- Rimane da vincere la sfida di sempre. Leader vera della Sardegna.. Gianni Filippini su L’Unione Sarda.

Peccato, peccato davvero! Sarebbe stata una gran bella occasione per tirar su la testa e mostrare quell’orgoglio di appartenenza che troppo spesso affoga nel grigiore della quotidianità. Avere il titolo di “Capitale europea della cultura”, poterlo vantare davanti al mondo, sarebbe stata infatti una carta con buone probabilità di essere vincente. E anche un irresistibile e vantaggioso richiamo per milioni di turisti. Di certo avrebbe funzionato da frustino per confermati impegni, rinnovate energie e coinvolgimenti convinti. E più nitida e stimolante sarebbe stata l’apertura di prospettive esaltanti per una crescita socioeconomica promossa e trainata dalla cultura, il potente motore così spesso maltrattato, in generale, da guidatori miopi e da meccanici impreparati. Anche senza il riconoscimento ufficiale, Cagliari può però proporsi – a buon diritto – come città dalle molte, singolari bellezze. Tutte caratteristiche, fra l’altro, che un clima di invidiata mitezza sa esaltare e tradurre in forte attrazione.
I progetti ci sono, bisogna comunque attuarli. Per tentare di vincere la difficile sfida, le cose, bisogna dire, erano state fatte con appassionata determinazione. Le carte presentate dal Comune restano di ottimo livello. Pur con qualche colpevole esclusione, una pattuglia politica e amministrativa ( sindaco Zedda e assessore Puggioni in testa) – con il contributo di qualificati esperti – aveva sottoposto all’esame della giuria un robusto e articolato dossier di idee creative, di buoni programmi, persino di qualche sogno. Insomma, poco o nulla era stato tralasciato per ottenere il prestigioso titolo. Quindi, il verdetto che nega a Cagliari la particolarissima chance non è il frutto di un impegno inadeguato. Perciò, un condivisibile filo di delusione non può prevalere sulla consapevolezza di aver fatto – persino con risorse limitate – il possibile.
Grave e imperdonabile errore sarebbe adesso il progressivo affievolirsi dell’apprezzato entusiasmo. Senza prospettive Cagliari ripiomberebbe nella fastidiosa routine di città che volta le spalle alla propria straordinaria ricchezza per vivere la soffocante normalità di tante piccole e grandi emergenze. La tensione deve invece restare alta, ogni energia va trasferita sulla sfida di sempre: saper essere veramente la capitale della Sardegna.
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Chiasteddu Onlài
17/10/14
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La Chiapitale della Cultura è Mattera: ma noi tanto ci riproviamo l’anno prossimo

Alla fine no ce l’abbiamo fatta, nonostante ghe no c’è più Ciellino ma Giuliano alla fine il Chiagliari non è la capitale Europea della cultura. Stitzia si coddidi.
Alla fine su youtub hanno deciso ched’è Mattera, sempre ched’esiste e molti già urlano al gomblotto.

Cosa c’è a Mattera alla fine? I sassi, ma là ghe forse non hanno capito che di perdigoni ce n’abbiamo talmente tanti anche noi ghe Calamosca e Calafighera Massi li aveva chiusi a marolla appunto ghe erano fisso arrumbullonando perdigoni sopra la gente.

Dispiaciutissimo Massi ghe però assicura ghe anche se il Cagliari non è diventato Capitale Europea della Cultura gli aperitivini tattici promessi già si faranno l’ostesso, tanto l’ordinanza anticasini della Marina è finita e quindi Mattera ghe la marina manco cel’ha può tranquillamente cagarsi in mano e prendersi a schchiaffi.

Alla fine l’occhialino tattico di Massi non è bastato ad arrettare i livelli di cultura a Chiagliari, ghe comunque rimane sempre la Chiapittale del Mediterranio e quindi tutte le altre possono tranquille tirare in casino.

Ma poi, la verità? La-verità-la-verità? A sfreggio noi ci ritentiamo l’anno prossimo!
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- Per correlazione. Intervento di Franco Meloni su Cagliari e nuove strategie di sviluppo

17 Ott 2014

La Capitale europea della Cultura per il 2019 è Matera. Cagliari è comunque tra le vincitrici. E questo basta per impegnarci tutti a migliorare per la Città e per la Sardegna. Viviamola dunque come una Vittoria!

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CagliaRI CAP CULTURA 2019